Franca Maria Ferraris

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Bambini di neve

   
Storie di bambini in poesia    

 

Bambini di neve

Marco Sabatelli Editore, 2004
Prefazione di Emilio Sidoti

copertina eseguita su progetto di Milena Milani- pagg. 87

 

Dalla prefazione al libro “Bambini di neve” di Emilio Sidoti: “Ogni bambino, sembra affermare la Ferraris, proprio perché spiritualmente puro e armonioso come un fiocco di neve (si spiega così la bellissima, folgorante metafora “bambini di neve” eletta a titolo del libro, nell’accezione della Ferraris, non in quella di Tolkien”), è, senza che egli se ne avveda, quantunque fragile, l’elfo che ti protegge dal vento distruttivo che insidia l’età matura; è la guida inconsapevole dei ‘grandi’ ed il modello da imitare dal quale puoi imparare “la giusta misura del cuore”, la regola della bontà e della concordia, che è premessa indispensabile all’edificazione di un mondo migliore”.
Così è stata stilata dalla  Giuria la motivazione del Primo Premio di Poesia “Pablo Neruda” 2005, assegnato al libro “Bambini di neve”: “Franca Maria Ferraris e i bambini, un viaggio nel mistero dell’infanzia, tra “storie di bambini” come recita il sottotitolo sulla bella copertina progettata da Milena Milani. Mistero e magia colti in uno sguardo di passero, in un ricciolo ribelle, nelle domande lievi come farfalle, nel dono dell’attesa. E’ lei il pifferaio che, con linguaggio sicuro e mano leggera, ci conduce nel mondo dei bambini. Un mondo fragile, fatato, di bimbi - neve, bimbi - fiore, bimbi - agnello, ma a volte crudele, tinto col rosso del sangue innocente”. (La Giuria: Grazia Calliero, Anna Agrò, Angelo Martelli)
E così scrive Sirio Guerrieri nella motivazione del  Primo Premio di poesia  “Val di Vara”  assegnato al libro “Bambini di neve”: “I pollini, i ritmi, le fascinazioni dell’essere e del divenire, riaffiorano come echi, come fragole rosse tra le erbe, come profili di bambini nelle praterie della memoria di Franca Maria Ferraris. E risaltano, attraverso le cromie geometriche evocative, i simboli e le metafore, compendio di intuizioni liriche e di emozioni, nell’accattivante copertina di Milena Milani”.

 

Due poesie da “Bambini di neve”

 

L’AGNELLO DI NEVE

Era alto il mantello di neve.
E la lonza dantesca
venne fuori dal tronco
di un  vecchio castagno addormentato.

Felina mi seguiva sulle orme
di neve fresca
con le zampe arrossate,
e l’odore del vento nelle nari.
Sulla porta di scuola si arrestò,
guardò benigna i bambini nei banchi,
ruotando gli occhi lucenti come fari.

- E’ l’agnello di neve!-
Uno gridò.
Ma all’odore di legna bruciata,
tra spirali di cenere e fumo,
la lonza con il vento
guizzò per iperborei sentieri
verso l’algore della grande foresta,
né mai più ricomparve sulla scena
dal lontano Pese delle Nevi.

 

A UN GIOVANISSIMO  GIOCATORE DI BASKET

Forza, giocatore di basket!
Sul campo parti a razzo,
con estro scatti e prendi la palla,
dribblando l’avversario ti avvicini di destro,
e oplà! Come se avessi ali di farfalla,
la getti diritta  nel canestro.

Se gli altri ti vogliono emulare
d’impeto corri più veloce,
il vento di un mito sublimato
scateni nel giuoco delle parti,
come un puledro inarchi nel galoppo
il dorso e i fianchi per adeguarli
alla sveltezza degli arti.

La foga  verso il cielo più ti innalza,
ora la palla presa è subito lanciata
più volte con fervore nel canestro,
frammento d’alga dall’onda risucchiata.

Scroscia un fiume di applausi.
E’ passione  d’atleta quella rosa
che tinge di ardore la vita
quando la meta è vincere
l’ennesima partita.

 

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