Franca Maria Ferraris

Recensioni

 

Giudizi di importanti critici sulle opere - Recensioni 2017

L'ARPA POETICA DI CHRISTINA ROSSETTI

Presentazione de Tutto il cielo è splendente (BastogiLibri, 2016)

Antologia delle poesie di Christina Rossetti con Franca Maria Ferraris (poetessa e traduttrice) e Maresa Di Tanna (Illustratrice)

Intermezzi musicali Clara Gizzi - Arpa


Si è svolta ieri, 20 luglio 2017, la presentazione della nuova antologia delle poesie di Christina Rossetti presso il Centro Europeo di Studi Rossettiani, ultimo appuntamento di stagione prima della pausa estiva. Appuntamento "atipico", come ha fatto notare lo stesso professore Gianni Oliva, non solo per l'inusuale periodo di svolgimento ma anche, e soprattutto, per l'originalità e l'intensità dell'incontro avvenuto con l'accompagnamento musicale di Clara Gizzi, talentuosa arpista che ha incorniciato la recitazione delle poesie di Christina Rossetti durante la lettura in lingua originale e in traduzione italiana. L'arpa - che Christina definì 'silenziosa'  in uno dei periodi più tristi della sua vita - ha accompagnato la lettura, scandendo il ritmo del verso rossettiano.

Oltre alla presenza di Gianni Oliva e di Mirko Menna in qualità di moderatori, erano presenti Franca Maria Ferraris, traduttrice delle poesie nonchè poetessa, e Maresa di Tanna, illustratrice di alcune immagini direttamente ispirate dai versi di Christina Rossetti, e connotate da una forte componente naturalistica percepibile già dalla copertina di questa nuova edizione antologica: una betulla, albero esile e teso verso un cielo giallo intenso a richiamare il colore della luce (intesa in senso fisico e, soprattutto, metafisico) verso la quale instancabilmente tende ogni verso della poesia di Christina Rossetti.

Fondamentale il compito di traduzione svolto dalla Ferraris che, durante il dialogo con la di Tanna, dopo la lettura di alcune tra le più belle poesie della Rossetti come "Advent", "Winter: My Secret" e "Looking Back", ha parlato di come sia nato il suo amore per la poetessa londinese, e del grande lavoro di sensibilità  che un traduttore deve avere affinchè l'opera di uno scrittore possa arrivare al pubblico nella maniera più piacevole possibile ma senza sconvolgere il senso e la musicalità di un verso in lingua straniera che, in ogni caso, resta intraducibile nelle sue sfumature più sottili. Fatto, questo, sottolineato anche da Gianni Oliva che, nel parlare dell'apparente "linguaggio piano" di Christina Rossetti, ricchissimo di significati stratificati e carichi di connotazioni, ribadisce l'impossibilità di riportare in traduzione quelle sfumature linguistiche, di suono e di significato godibili solo in lingua originale.

La presentazione si inserisce nell'ambito di un più ampio progetto che da anni ormai il Centro Europeo di Studi Rossettiani porta avanti: quello di "tenere alta la conoscenza di tutta la famiglia Rossetti", secondo le parole di  Gianni Oliva, per riportare alla luce le vicende e la produzione di alcune tra le personalità più raffinate dell'Inghilterra Vittoriana che (ed è importante sottolinearlo) hanno creato un movimento culturale europeo, quello pre-raffaellita.
La nuova traduzione della Ferraris è quindi un momento fondamentale che contribuisce alla rinascita di una poetessa ancora poco conosciuta in Italia, e che getta nuove basi per una futura Opera Omnia della Rossetti, progetto futuro del CESR.

Giuseppe Marino

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