Franca Maria Ferraris

Recensioni

 

Giudizi di importanti critici sulle opere - Recensioni a cura Renata Rusca Zargar

Tutti noi, credo, abbiamo un sogno: provare le emozioni di un amore vero, eterno, al di là di tempo e spazio, mondo dalle piccinerie della quotidianità e capace di sormontare gli scogli delle differenze. Forse questa chimera si tramuta in realtà solo per qualcuno di noi, ma è, comunque, piacevole per tutti leggerne i racconti. “Un epistolario d’amore” di Franca Maria Ferraris è, appunto, la storia di Inès e Achmèt, una fanciulla cristiana e un giovane commerciante musulmano proveniente dall’Arabia. Vuole la leggenda che essi si incontrino sull’isoletta di Bergeggi (Savona), dimora di lei. E, in un tempo in cui la tolleranza ed il rispetto per altre culture non sembrano ancora realizzabili (ma forse fino ad oggi lo sono state?), sboccia un sentimento che non può avere ostacoli.
“Più forte della morte è l’amore” affermano, infatti, sia Inès che Achmèt, in conclusione del romanzo. Dunque, se non è possibile una vita insieme, è preferibile la morte (non lo pensavano anche Giulietta e Romeo e tanti altri?) o, perlomeno, una vita eremitica per ritrovare quella luce che si espande dall’amato bene – certamente sembianza di Dio – percepita una volta e poi perduta. Questo, dunque, è amore del corpo, acceso dalla bellezza dei due protagonisti, ma soprattutto è amore dello spirito che conduce l’essere umano – come avviene per Achmèt – alla felicità del cambiamento interiore che porta chi ama a divenire un’anima migliore. E qui si estrinseca il lato triste dell’esistenza umana: l’incredulità degli altri per chi viene in pace. “Gli uomini non sono abituati all’amore”, conclude Achmèt ed ancora oggi, e non solo nel lontano 900 a. D., viene giudicato come insolito e sospetto il bene fine a sé stesso!

La forma narrativa del testo è quella dell’epistolario: le lettere vengono inviate dai protagonisti a loro amici. Là essi aprono il cuore ai sentimenti con immagini di luce – del luogo e della vita – e incantevoli toni lirici fertili di figure retoriche (ma la Ferraris è efficace poetessa ed ha pubblicato diversi volumi di versi).


RENATA RUSCA ZARGAR

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